10 Febbraio 2026 in Newsletter

Novità introdotte dal D.Lgs. 211/2025 in materia di misure restrittive UE e responsabilità degli enti

Il D.Lgs. 211del 30 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 6 del 9/1/2026), in attuazione della Direttiva UE 2024/1226, in tema di reati e sanzioni connessi alla violazione delle misure restrittive dell’Unione Europea, che ha inserito nel codice penale nuove fattispecie di reato, in unico quadro organico.

Link alla Gazzetta Ufficiale https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-01-09&atto.codiceRedazionale=26G00003&elenco30giorni=false

Un fattore di attenzione è costituito dalla previsione della rilevanza penale delle violazioni colpose delle misure restrittive. Non è più necessario dimostrare il dolo: la responsabilità può derivare infatti anche da negligenze organizzative, carenze procedurali o controlli interni inadeguati.

Ciò allarga la platea degli operatori esposti poiché anche una società che esporta beni sensibili verso un mercato non direttamente sanzionato è comunque tenuta a valutare il rischio di utilizzo finale dei beni o dei servizi, adottando misure atte ad evitare triangolazioni, verificando la qualificazione dei fornitori e la destinazione finale delle forniture.

Gli enti devono infatti dimostrare di aver adottato un sistema organizzativo idoneo a prevenire errori, omissioni e deviazioni lungo tutta la catena delle operazioni internazionali: la compliance normativa, oltre che alle aziende esportatrici, si allarga quindi anche a tutti gli enti che rientrano nel processo di gestione della filiera operativa (importatori, produttori operatori della logistica, istituti finanziari ecc.)  che risultano anch’essi esposti al rischio sanzioni.

L’attenzione non è quindi sul solo sull’atto finale, che violi le misure restrittive, ma sull’intero processo.

Proprio in tale quadro, il decreto ha inserito i reati anche “nel catalogo 231”,  introducendo il nuovo articolo 25,octies.2.

Ne consegue che gli enti interessati sono tenuti all’aggiornamento dei Modelli organizzativi, previa analisi di risk assessment e adozione / adeguamento dei sistemi di compliance interna atti a prevenire il rischio di commissione dei reati in questione lungo la filiera.

Per chi ne fa richiesta, mettiamo a disposizione una nota illustrativa di approfondimento.